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Emorroidi interne, Emorroidi Esterne Trombizzate, Ragadi Anali, Emorroidi Trombizzate; il Glossario per capire al meglio il problema delle emorroidi.

Talvolta i medici utilizzano espressioni diverse per definire le stesse patologie, confondendo il paziente. Di seguito sono elencati una serie di espressioni comunemente usate dai medici per indicare diverse tipologie e complicanze di patologie emorroidali, ed il loro significato.

Emorroidi esterne 

Crescono in prossimità dell'ano e sono ricoperte da pelle sensibilissima. Se in una di queste si sviluppa un coagulo di sangue, è possibile che si manifesti un gonfiore doloroso. A livello tattile, esse si presentano come un grumo duro, ma al contempo sensibile. Il sanguinamento avviene solo nel caso di un'ipotetica rottura. Le emorroidi interne possono generare l'emissione di muco e una particolare sensazione di evacuazione incompleta.

Emorroidi interne

Crescono nell'ano, leggermente al di sopra della linea dentata. I sintomi più diffusi sono emorragie indolori e prolasso durante la fase di evacuazione. Esse possono causare dolore intenso solo nel momento in cui si prolassano del tutto. In questa situazione l'emorroide sporge dall'orifizio anale, senza poter più essere spinta all'interno. Le emorroidi interne possono generare difficoltà in fase di pulizia anale.

Ragadi anali

Le ragadi anali presentano delle caratteristiche piuttosto differenti rispetto alle emorroidi. In fase di defecazione l'ano si dilata per consentire il passaggio alle feci. In genere, la pelle attorno non dovrebbe rompersi, ma se capita che si sviluppi un'eccessiva dilatazione può succedere che si formi una piccola lesione, da cui esce un lieve sanguinamento, osservabile sia sulla carta igienica, che sul water. Tale fenomeno, se occasionale, non è affatto grave, perché la lacerazione si rimargina in pochissimi giorni. Non ci si deve nemmeno preoccupare del fatto che le feci entrino in contatto con il taglio stesso, in quanto i batteri presenti vengono combattuti e sconfitti dal sistema immunitario, che impedisce loro di causare infezioni preoccupanti. A volte però, capita che alle persone più soggette a tale problema cominci a lacerarsi sempre la stessa porzione di pelle, che non è più in grado di cicatrizzarsi: questa ulcerazione viene definita ragade.

Trombosi delle emorroidi

Nostro malgrado le emorroidi spesso sono asintomatiche, ma ciò che meglio ci avvisa della loro presenza risiede nel fatto che in molte circostanze causano uno stato di vero e proprio sanguinamento, dolore e protrusione. Il sanguinamento emorroidario in linea di massima si manifesta in seguito alla defecazione ed è semplice notarlo dai residui lasciati sulla carta igienica.

La trombosi delle emorrodi rappresenta lo stato grave e acuto delle emorroidi iniziali. Nei casi più gravi, le emorroidi iniziali possono degenerare nella trombosi emorroidaria interna, la quale provoca un dolore acuto, derivante dalla percezione della presenza di un corpo estraneo a livello anale.

Sia le emorroidi esterne, che quelle interne possono protrudere, ridursi spontaneamente e perfino essere ridotte manualmente, a seconda della gravità della situazione presente nel paziente soggetto. Ciò che generalmente crea spavento nelle persone consiste nel fatto che esse possono creare dolore nel momento in cui sono trombizzate, o ulcerate. Nel primo caso l'emorroide si presenta come una specie di protrusione perianale con stadi di dolore che possono essere assenti, o piuttosto intensi, mentre nel secondo, invece, è possibile sentire un dolore davvero forte.

In questa stessa fase vengono evidenziate tumefazioni rosse bluastro, che consistono in una sorta di dilatazioni venose dure, contenenti coaguli di sangue. Questa sintomatologia, che ha la capacità di durare anche diversi giorni, risulta davvero dolorosa, ma per fortuna le odierne pratiche di cura tendono a fare effetto abbastanza in fretta.

 Le emorroidi trombizzate possono essere diagnosticate con una semplice ispezione del retto: è sufficiente sottoporsi ad un esame (effettuato immediatamente dopo la defecazione), che di solito è in grado di rivelare l'estensione della patologia emorroidaria nella singola persona. Considerando il fatto che di solito lo stato di dolore è molto intenso, risulta piuttosto difficile visitare internamente la persona senza effettuare un'anestesia locale, che a propria volta crea parecchi fastidi al paziente, il quale, però, se vuole curarsi, non ha alternative.

 

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Il Dott. Mario Petracca, Medico Proctologo Specialista nella Cura delle Emorroidi Interne ed Esterne, Riceve e Cura Pazienti da Tutta Italia.
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Ultimo Aggiornamento 19-06-2017

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